Bonus IRPEF 2026: a chi spetta e quanto ricevi

Il trattamento integrativo 2026 può arrivare fino a 1.200 € l’anno (100 € al mese) per i lavoratori dipendenti con reddito complessivo fino a 15.000 €, a condizione di avere capienza fiscale sufficiente. Tra 15.001 € e 28.000 € il bonus spetta solo in presenza di detrazioni che superano l’imposta lorda. Oltre 28.000 € non spetta nulla.
Tre punti da tenere a mente subito:
- Fino a 15.000 €: è previsto un bonus annuo massimo per chi ha imposta lorda sui redditi da lavoro dipendente superiore alla detrazione per lavoro dipendente (art. 13 TUIR) ridotta di un importo stabilito.
- Da 15.001 € a 28.000 €: il bonus è possibile ma non automatico; dipende da un calcolo preciso tra detrazioni spettanti e imposta lorda.
- Oltre 28.000 €: nessun diritto al bonus IRPEF 2026.
Il primo passo concreto: controlla la voce «trattamento integrativo» sulla busta paga o il punto relativo nella Certificazione Unica (CU). Se non la trovi, potresti avere diritto a recuperarlo tramite il modello 730.
Punti chiave
Il trattamento integrativo 2026 spetta fino a 1.200 € annui ai lavoratori dipendenti con reddito fino a 15.000 € e capienza fiscale sufficiente; nella fascia 15.001–28.000 € dipende dalle detrazioni effettive.
| Punto | Dettagli |
|---|---|
| Importo massimo | Fino a 1.200 € annui (100 € al mese) per redditi fino a 15.000 € con capienza fiscale. |
| Fascia intermedia | Tra 15.001 € e 28.000 € il bonus spetta solo se le detrazioni superano l’imposta lorda. |
| Rischio conguaglio | Più contratti o redditi aggiuntivi possono far superare le soglie e obbligare alla restituzione. |
| Recupero tramite 730 | Chi non ha ricevuto il bonus può recuperarlo compilando il rigo C14 del modello 730/2026. |
| Calcoligratis | Il calcolatore gratuito di Calcoligratis stima spettanza e importo in pochi secondi, con formula spiegata. |
Indice
- Cos’è il trattamento integrativo e quale norma lo regola nel 2026
- Chi ha diritto al bonus IRPEF 2026: soglie, capienza e casi tipici
- Come si calcola il bonus e quando arriva in busta paga
- Perché il bonus può essere recuperato e come evitare sorprese
- Come cambia il diritto con NASpI, pensioni e più contratti
- Cosa controllare sulla busta paga e quali documenti avere pronti
- Come usare il calcolatore di Calcoligratis per stimare il tuo bonus IRPEF 2026
- Il calcolatore gratuito di Calcoligratis per verificare il tuo caso
- Fonti
- Domande frequenti
Cos’è il trattamento integrativo e quale norma lo regola nel 2026
Il trattamento integrativo è un credito fiscale erogato direttamente in busta paga ai lavoratori dipendenti e ad alcune categorie assimilate. Non è una detrazione: non riduce l’imposta dovuta, ma viene corrisposto come somma aggiuntiva in busta paga, esente da IRPEF e contributi. Nasce dal D.L. 3/2020, che ha sostituito il vecchio «bonus Renzi» da 80 €, e viene confermato dalla Legge di bilancio 2025/2026 senza modifiche strutturali alle soglie principali.
I riferimenti normativi essenziali sono il D.L. 3/2020 (istituzione), le circolari dell’Agenzia delle Entrate sulle modalità di erogazione e conguaglio, e le istruzioni al modello 730/2026 per il recupero tramite rigo C14. Chi non ha un sostituto d’imposta (datore di lavoro) riceve il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate dopo aver presentato la dichiarazione, comunicando l’IBAN per l’accredito.
Chi ha diritto al bonus IRPEF 2026: soglie, capienza e casi tipici
Le fasce di reddito e gli importi massimi
Le regole di spettanza si articolano su tre livelli:
Cosa significa «capienza fiscale»
La capienza è il requisito tecnico che molti ignorano. Il bonus spetta solo se l’imposta lorda calcolata sui redditi da lavoro dipendente supera la detrazione per lavoro dipendente (art. 13 TUIR) al netto di 75 €. In pratica, chi ha un’imposta lorda molto bassa (indicativamente sotto 1.880 €) potrebbe risultare incapiente e non ricevere nulla, anche con reddito sotto 15.000 €.

Nella fascia 15.001–28.000 € il calcolo è ancora più delicato: il bonus scatta solo quando la somma delle detrazioni spettanti (mutuo, spese mediche, carichi familiari) supera l’imposta lorda. Questo spiega perché in quella fascia i conguagli siano frequenti.
Un elemento da non trascurare: l’interazione tra il trattamento integrativo e le somme esentasse legate al taglio del cuneo fiscale. In alcune fasce di reddito (indicativamente intorno a 8.500–9.000 €) queste somme possono ridurre l’imposta lorda al punto da azzerare la capienza e quindi escludere il bonus.
Un consiglio: per stimare rapidamente se sei capiente, prendi la CU dell’anno precedente e confronta il punto 21 (imposta lorda) con il punto 119 (detrazione per lavoro dipendente): se la differenza è superiore a 75 €, in linea di massima hai capienza.
Come si calcola il bonus e quando arriva in busta paga
Il meccanismo di calcolo
Il datore di lavoro eroga il trattamento integrativo in via presuntiva ogni mese, dividendo l’importo annuo spettante per i dodicesimi del rapporto di lavoro nell’anno. Se lavori per dodici mesi con reddito sotto 15.000 € e hai capienza, ricevi 100 € al mese in busta paga. Se inizi a lavorare a luglio, il calcolo parte da sei dodicesimi.

Il conguaglio definitivo avviene a fine anno (o alla cessazione del rapporto): il datore verifica i dati effettivi e recupera o integra la differenza. Chi non ha ricevuto il bonus o lo ha ricevuto in misura inferiore al dovuto può recuperarlo compilando il rigo C14 del modello 730/2026.
Le modalità di erogazione
Esistono tre canali:
- Datore di lavoro (sostituto d’imposta): erogazione mensile in busta paga, conguaglio a fine anno.
- Ente pensionistico: per alcune categorie assimilate ai lavoratori dipendenti.
- Agenzia delle Entrate: per chi non ha un sostituto d’imposta, tramite rimborso dopo la presentazione del 730 o del modello Redditi. L’Agenzia accredita la somma sull’IBAN comunicato dal contribuente; i rimborsi superiori a 4.000 € possono essere soggetti a controlli preventivi con tempi più lunghi.
Esempio pratico: Maria, dipendente a tempo pieno con reddito complessivo di 14.500 €, imposta lorda di 2.100 € e detrazione per lavoro dipendente di 1.955 €. La differenza (2.100 − 1.955 = 145 €) supera i 75 €: Maria è capiente e riceve 100 € al mese, per un totale di 1.200 € annui.
Per verificare l’imposta lorda in relazione alla capienza, il calcolatore dello stipendio netto di Calcoligratis può aiutarti a stimare rapidamente questi valori prima ancora di aprire la CU.
Perché il bonus può essere recuperato e come evitare sorprese
Il conguaglio negativo, cioè la restituzione del bonus già ricevuto, è il rischio che più spaventa i lavoratori. Succede quando i dati definitivi dell’anno differiscono dalle stime iniziali del datore.
Le cause più comuni:
- Il reddito complessivo finale supera la soglia di 28.000 € (per esempio per un secondo lavoro o redditi da locazione).
- Le detrazioni effettive risultano inferiori a quelle stimate, azzerando la capienza nella fascia 15.001–28.000 €.
- Più rapporti di lavoro nell’anno: ogni datore calcola il bonus in modo autonomo, senza conoscere gli altri redditi.
- Incapienza finale: l’imposta lorda effettiva è troppo bassa per sostenere il bonus.
Cosa succede in conguaglio
Se il bonus è stato erogato in eccesso, il datore lo recupera trattenendolo dalla busta paga. Quando l’importo da restituire supera 60 €, la restituzione può essere rateizzata: fino a 8 rate per il trattamento integrativo, fino a 10 rate per altre somme, secondo le circolari applicabili.
Per chi invece non ha ricevuto il bonus o lo ha ricevuto in misura ridotta, il recupero avviene compilando correttamente il rigo C14 del 730. Il modello precompilato dell’Agenzia delle Entrate riporta già i dati della CU, ma è sempre bene verificarli.
Un consiglio: leggi il prospetto di liquidazione del 730 (il foglio con i calcoli definitivi): se trovi un importo a debito nella sezione «trattamento integrativo», significa che il datore ha erogato più del dovuto. Rivolgiti a un CAF se l’importo ti sembra errato rispetto ai tuoi dati.
Come cambia il diritto con NASpI, pensioni e più contratti
Il trattamento integrativo riguarda esclusivamente i redditi di lavoro dipendente e alcune categorie assimilate. I pensionati e i lavoratori autonomi ne sono esclusi per definizione.

NASpI e rapporti cessati. La NASpI non è reddito da lavoro dipendente ai fini del trattamento integrativo: non genera diritto al bonus. Se hai lavorato solo una parte dell’anno e poi hai percepito la NASpI, il calcolo si basa solo sui mesi di effettivo rapporto di lavoro dipendente, con la riduzione proporzionale in dodicesimi.
Più datori di lavoro. Questo è il caso più rischioso. Ciascun datore eroga il bonus calcolando solo il proprio reddito erogato, senza conoscere gli altri. Se la somma dei redditi supera 28.000 € a fine anno, tutto il bonus ricevuto va restituito. Prima di presentare il 730, raccogli tutte le CU dei datori e sommale: se il totale supera la soglia, preparati al conguaglio.
Redditi aggiuntivi. Affitti, redditi da partecipazione o altri redditi non da lavoro dipendente entrano nel reddito complessivo e possono far superare le soglie. Per chi ha situazioni miste, il calcolatore del regime forfettario di Calcoligratis aiuta a stimare l’impatto dei redditi da lavoro autonomo sul totale.
In tutti i casi complessi (più CU, redditi misti, NASpI nell’anno), la strada più sicura è rivolgersi a un CAF o a un consulente fiscale prima di presentare il 730.
Cosa controllare sulla busta paga e quali documenti avere pronti
Una verifica rapida richiede meno di dieci minuti se hai i documenti giusti.
Sulla busta paga:
- Cerca la voce «trattamento integrativo» o «bonus IRPEF» tra le voci in aggiunta alla retribuzione.
- Verifica che l’importo mensile sia coerente con il tuo reddito (fino a 100 € al mese se reddito ≤ 15.000 € e capiente).
Sulla Certificazione Unica:
- Punto 390: trattamento integrativo erogato dal sostituto.
- Punto 391: trattamento integrativo non erogato o erogato in misura ridotta (da recuperare nel 730).
- Punti 368, 724, 725: dati utili per il calcolo delle detrazioni e della capienza.
Documenti da raccogliere per il CAF o il commercialista:
- Tutte le CU dell’anno (una per ogni datore o ente).
- Ultime buste paga dell’anno (dicembre o conguaglio).
- Documentazione per le detrazioni: interessi passivi sul mutuo, spese mediche, carichi familiari.
- IBAN aggiornato, da comunicare all’Agenzia delle Entrate se non hai un sostituto d’imposta.
Azione immediata: chiedi al tuo datore il prospetto di calcolo del trattamento integrativo. Hai diritto a riceverlo. Se non corrisponde a quanto ti aspettavi, segnalalo prima del conguaglio di fine anno, non dopo.
Per approfondire la compilazione del 730 e l’uso dei calcolatori fiscali, trovi guide pratiche su Calcoligratis con spiegazioni delle formule e fonti ufficiali.
Come usare il calcolatore di Calcoligratis per stimare il tuo bonus IRPEF 2026
Il calcolatore di Calcoligratis richiede pochi dati per restituire una stima rapida della spettanza e dell’importo indicativo.
Input necessari:
- Reddito complessivo annuo lordo.
- Reddito da lavoro dipendente (se diverso dal complessivo).
- Detrazioni principali stimate (mutuo, spese mediche, carichi familiari).
- Numero di mesi (o giorni) di lavoro nell’anno.
Formula semplificata usata per la stima: il calcolatore verifica prima la fascia di reddito, poi calcola la capienza (imposta lorda stimata meno detrazione art. 13 TUIR meno 75 €), e infine proporziona il risultato ai mesi lavorati.
Esempio di output:
Il calcolatore mostra se la condizione di capienza è soddisfatta o meno, e stima l’importo solo quando i dati inseriti lo consentono.
Limite della stima: il risultato è presuntivo. Il conguaglio definitivo avviene in sede di dichiarazione dei redditi e può differire, specialmente in presenza di redditi aggiuntivi o detrazioni non considerate. Per i dettagli sui limiti delle stime, consulta le note legali di Calcoligratis.
Una nota sull’uso di questa guida
Le regole del trattamento integrativo sembrano semplici in superficie, ma nascondono insidie reali: la capienza, l’interazione con il cuneo fiscale, i redditi multipli. Ho cercato di tradurre queste regole in passi verificabili, senza semplificare al punto da rendere la guida fuorviante.
Il calcolatore di Calcoligratis è uno strumento di stima, non un sostituto della dichiarazione dei redditi. Se la tua CU riporta dati che non riconosci, o se hai avuto più datori nell’anno, rivolgiti a un CAF o a un consulente fiscale: il costo di una verifica professionale è quasi sempre inferiore a quello di un conguaglio inatteso.
Per approfondimenti su strumenti digitali e processi fiscali, Conpac offre analisi e interviste su temi finanziari utili per chi vuole capire meglio il contesto normativo.
Il calcolatore gratuito di Calcoligratis per verificare il tuo caso
Conoscere le regole è il primo passo.

Calcoligratis mette a disposizione un calcolatore gratuito che stima in pochi secondi se hai diritto al bonus IRPEF 2026 e per quale importo, con la formula di calcolo spiegata passo dopo passo. Nessuna registrazione, nessun costo. Inserisci il reddito, le detrazioni principali e i mesi lavorati: il risultato arriva immediatamente, con una spiegazione chiara di come è stato calcolato.
Dopo la stima, il passo successivo è verificare i punti 390 e 391 della CU, confrontarli con quanto ricevuto in busta paga, e presentare il 730 entro i termini se c’è un importo da recuperare. Vai su Calcoligratis e usa subito lo strumento: bastano tre minuti per sapere dove sei.
Fonti
Per verifiche formali e documentazione, queste sono le fonti più affidabili:
- Rimborsi dichiarazione (Agenzia delle Entrate)
- Detrazioni, bonus e busta paga 2026 (LeggeInChiaro)
- Trattamento integrativo 2026: cosa è e requisiti (Sky TG24)
- Bonus Irpef 2026 nel 730: a chi spetta, quanto si prende e come compilare il rigo C14 (Altroconsumo)
- Trattamento Integrativo IRPEF 2026: Recupero Bonus Renzi nel 730 (Centro Fiscale)
Questo articolo fornisce informazioni generali e non sostituisce il parere di un consulente finanziario qualificato. Consulta un professionista finanziario qualificato riguardo al tuo caso specifico prima di agire in base a questo contenuto.
Domande frequenti
A chi spetta il bonus IRPEF 2026?
Spetta ai lavoratori dipendenti e ad alcune categorie assimilate con reddito complessivo fino a 28.000 €, a condizione di avere capienza fiscale. Oltre 28.000 € non spetta.
Quali sono le novità sulle detrazioni IRPEF per il 2026?
La Legge di bilancio 2025/2026 conferma il trattamento integrativo senza modifiche alle soglie principali (15.000 € e 28.000 €), ma l’interazione con le nuove somme esentasse del cuneo fiscale può ridurre la capienza in alcune fasce di reddito basse.
Quali altri bonus fiscali sono previsti nel 2026?
Il trattamento integrativo è la misura principale per i lavoratori dipendenti. Altre agevolazioni (detrazioni per mutuo, spese mediche, carichi familiari) restano operative e incidono sul calcolo della capienza per il bonus stesso.
Come si calcola il bonus IRPEF 2026?
Il calcolo verifica che l’imposta lorda sui redditi da lavoro dipendente superi la detrazione art. 13 TUIR ridotta di 75 €. Se la condizione è soddisfatta e il reddito è fino a 15.000 €, il bonus è pari a 1.200 € annui, ridotto proporzionalmente ai mesi lavorati. Nella fascia 15.001–28.000 € l’importo dipende dall’eccedenza delle detrazioni sull’imposta lorda.
Come si recupera il bonus IRPEF non ricevuto?
Compilando il rigo C14 del modello 730/2026. I punti 390 e 391 della Certificazione Unica indicano rispettivamente il bonus già erogato e quello non erogato dal sostituto d’imposta. Se l’importo da recuperare supera 60 €, la restituzione (in caso di eccesso) può essere rateizzata fino a 8 rate.