Cedolare secca 2026: aliquote, novità e quando conviene

Scopri le novità sulla cedolare secca 2026, le nuove aliquote e quando conviene optare per questo regime agevolato sugli affitti.

Pubblicato il 2026-08-14

Cedolare secca 2026: aliquote, novità e quando conviene

Cedolare secca 2026: aliquote, novità e quando conviene

Due mani che si scambiano le chiavi di un appartamento sopra un contratto di affitto

La novità più rilevante del 2026 riguarda proprio gli affitti brevi: dal periodo d’imposta 2026 il regime agevolato al 21% è applicabile a un massimo di 2 appartamenti per contribuente. Oltre questa soglia, l’attività è considerata imprenditoriale e la cedolare secca non si applica.

Conviene? Ma ci sono eccezioni importanti, a partire dalla rinuncia all’adeguamento ISTAT. Riferimenti normativi: D.lgs. n. 23/2011 e circolari dell’Agenzia delle Entrate.


Punti chiave

Punto Dettagli
Aliquote 2026 21% ordinaria, 10% canone concordato, 26% sugli affitti brevi oltre il primo immobile.
Novità affitti brevi Dal 2026 il 21% si applica a un massimo di 2 appartamenti; dal terzo scatta la qualificazione imprenditoriale.
Costo nascosto ISTAT La rinuncia all’adeguamento ISTAT erode il valore reale del canone nei contratti pluriennali.
Procedura RLI L’opzione va esercitata entro 30 giorni dalla stipula o proroga; la revoca produce effetti dall’anno successivo.
Calcoligratis Il calcolatore gratuito di Calcoligratis permette di simulare cedolare vs IRPEF inserendo canone, aliquota e detrazioni.

Tabella aggiornata con aliquote e soglie della cedolare secca previste per il 2026


Indice

Cos’è la cedolare secca e chi può sceglierla

La cedolare secca è un regime opzionale introdotto dal D.lgs. n. 23/2011 che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali con un’imposta fissa sul canone di locazione. Esonera anche dall’imposta di registro e di bollo per registrazione, proroga e risoluzione del contratto.

Chi può optare per la cedolare secca: solo le persone fisiche che affittano immobili ad uso abitativo al di fuori di attività d’impresa o professionale. Ogni comproprietario può scegliere autonomamente se aderire o meno, indipendentemente dalla scelta degli altri titolari.

Immobili ammessi e casi esclusi:

Un dettaglio che molti trascurano: se affitti a una società che poi destina l’immobile a uso abitativo per i propri dipendenti, la cedolare secca non si applica. Il contratto deve essere stipulato direttamente con una persona fisica.


Cedolare secca 2026: le novità operative da conoscere subito

Le modifiche più rilevanti per il 2026 riguardano le locazioni brevi. Dal 2026, superata questa soglia, l’attività viene qualificata come imprenditoriale e richiede apertura di partita IVA.

Riepilogo aliquote e regole 2026:

Se non viene indicato, l’Agenzia delle Entrate applica l’aliquota più favorevole al contribuente, ma è sempre meglio scegliere in modo consapevole.

Avvertenza pratica per chi usa piattaforme: le piattaforme digitali (come Airbnb) operano ritenute d’acconto e rilasciano certificazioni. Queste certificazioni sono il documento base per la scelta in dichiarazione. Conservale con cura.


Vantaggi e svantaggi pratici per proprietari e investitori

Vantaggi fiscali immediati:

Svantaggi da non sottovalutare:


Come esercitare l’opzione: modello RLI, tempi e revoca

La procedura è più semplice di quanto sembri, ma i termini sono tassativi.

  1. Nuovi contratti: presenta il modello RLI all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla stipula del contratto, indicando l’opzione per la cedolare secca.
  2. Proroghe: esercita l’opzione con modello RLI entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità, oppure indicala nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui i canoni sono maturati.
  3. Dichiarazione dei redditi: per i contratti non soggetti a obbligo di registrazione (es. locazioni brevi), l’opzione si esercita direttamente nel modello 730 o Redditi PF.
  4. Revoca: comunicala con modello RLI entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità contrattuale. La revoca produce effetti dall’anno successivo.

Documenti da conservare sempre:

Per chi affitta tramite piattaforme, la certificazione delle ritenute sostituisce di fatto la registrazione del contratto ai fini dell’opzione. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito questo aspetto nelle note interpretative alla circolare n. 24/E/2017.


Cedolare secca vs IRPEF: esempi numerici e formula di calcolo

La formula è diretta.

Tuttavia, il confronto cambia radicalmente se hai detrazioni IRPEF significative che non riesci a sfruttare per mancanza di capienza.

Scenario con molte detrazioni: un proprietario con reddito da lavoro di 20.000 € annui e 3.000 € di detrazioni (mutuo, figli) potrebbe già avere capienza IRPEF sufficiente per assorbire le detrazioni senza il reddito da locazione. In questo caso, aggiungere il canone alla base IRPEF non riduce le detrazioni godute, e la tassazione ordinaria potrebbe risultare equivalente o addirittura più vantaggiosa rispetto alla cedolare.

Un consiglio: usa il calcolatore di stipendio netto di Calcoligratis per stimare la tua aliquota marginale effettiva prima di fare i conti sulla cedolare. Conoscere il tuo scaglione reale è il primo passo.

La convenienza della cedolare secca dipende quindi da tre variabili: importo del canone, aliquota marginale IRPEF effettiva e detrazioni già in uso.


Affitti brevi e cedolare secca: guida pratica per gli host

Una locazione breve è un contratto di durata non superiore a 30 giorni stipulato da persone fisiche al di fuori dell’attività d’impresa. Dal 2026 le regole sono cambiate in modo sostanziale.

Regole operative 2026 per gli host:

Checklist operativa per host:

  1. Verifica il numero di unità che affitti a breve termine nel periodo d’imposta 2026.
  2. Raccogli le certificazioni delle ritenute operate dalla piattaforma.
  3. Indica nella dichiarazione dei redditi quale immobile beneficia del 21%.
  4. Conserva i contratti (anche quelli non soggetti a registrazione obbligatoria).
  5. Se superi 2 unità o offri servizi aggiuntivi strutturati, consulta un commercialista per valutare l’apertura di partita IVA.

Checklist decisionale: quando scegliere la cedolare secca

Prima di optare, rispondi a queste domande:

Un consiglio: se hai un reddito complessivo basso (sotto i 15.000 € annui) e molte detrazioni, la tassazione IRPEF ordinaria potrebbe risultare più vantaggiosa. In questi casi, verifica la convenienza con un commercialista o con un calcolatore dedicato prima di firmare.


Come revocare la cedolare e tornare alla tassazione ordinaria

La revoca non è irrevocabile e la procedura è speculare all’opzione iniziale.

  1. Comunicazione con modello RLI: presenta la revoca entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità contrattuale in corso.
  2. In dichiarazione dei redditi: per i contratti non soggetti a registrazione, indica la revoca direttamente nel modello 730 o Redditi PF.
  3. Effetti temporali: la revoca produce effetti dall’anno successivo a quello in cui è comunicata. Non è possibile revocare retroattivamente.

Quando conviene revocare? Principalmente in due scenari: quando il tuo reddito complessivo scende significativamente (e con esso l’aliquota marginale IRPEF), oppure quando acquisisci nuove detrazioni rilevanti che non riesci a sfruttare per mancanza di capienza. In entrambi i casi, ricalcola la convenienza prima della scadenza annuale del contratto.


Una riflessione sui rischi che si vedono solo dopo anni

L’effetto ISTAT è il costo nascosto che quasi nessuno calcola davvero prima di firmare. Questo non appare in nessuna simulazione fiscale standard, perché non è un’imposta: è semplicemente denaro che non incassi più.

Mani che fanno i conti sul guadagno da affitto, tra monete e calcolatrice

La mia raccomandazione pratica: per contratti pluriennali, costruisci sempre una simulazione a lungo termine che includa lo scenario inflazionistico. I dati ISTAT sull’andamento dei prezzi al consumo sono pubblici e aggiornati. Usarli per proiettare il valore reale del canone su 4–8 anni richiede dieci minuti, ma può cambiare completamente la valutazione di convenienza rispetto a una semplice comparazione di aliquote.


Simula la convenienza con il calcolatore di Calcoligratis

Fare i conti a mano tra aliquote, scaglioni IRPEF, detrazioni e impatto ISTAT richiede tempo e margine di errore. Calcoligratis offre strumenti gratuiti che ti permettono di inserire il canone annuo, stimare la tua aliquota marginale e ottenere una comparazione immediata tra cedolare e tassazione ordinaria.

Calcoligratis

Accedi ai calcolatori gratuiti di Calcoligratis per simulare la tua situazione specifica: inserisci il canone, seleziona il tipo di contratto e ottieni una stima da portare al commercialista. Per chi gestisce più immobili, il calcolo IMU 2026 permette di stimare anche l’effetto congiunto di cedolare e IMU, particolarmente utile per i contratti a canone concordato.


Fonti

Le simulazioni numeriche presenti in questo articolo si basano su dati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate, ISTAT e fonti fiscali aggiornate al 2026. Non costituiscono consulenza fiscale professionale: per situazioni complesse, consulta un commercialista.


Questo articolo fornisce informazioni generali e non sostituisce il parere di un consulente finanziario qualificato. Consulta un professionista finanziario qualificato riguardo al tuo caso specifico prima di agire in base a questo contenuto.

Domande frequenti

Qual è l’aliquota della cedolare secca nel 2026?

Quanti appartamenti posso affittare a breve termine con la cedolare al 21%?

Dal 2026 il limite è di 2 appartamenti per contribuente. Dal terzo in poi l’attività è considerata imprenditoriale e la cedolare secca non si applica.

La cedolare secca influisce sull’ISEE?

Sì, in base al DPCM n. 159/2013, quindi possono influire su prestazioni sociali e agevolazioni ISEE-dipendenti.

Entro quando devo presentare il modello RLI per scegliere la cedolare?

Entro 30 giorni dalla stipula del contratto o dalla proroga. In alternativa, l’opzione può essere esercitata direttamente nella dichiarazione dei redditi per i contratti non soggetti a registrazione obbligatoria.

Quando conviene restare sull’IRPEF ordinaria invece della cedolare?

Principalmente quando hai molte detrazioni IRPEF (mutuo, spese mediche, figli) e un reddito complessivo basso: in questi casi la cedolare riduce la capienza IRPEF e le detrazioni rischiano di non essere più recuperabili, annullando il vantaggio fiscale apparente.

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