Formula del TDEE: come calcolare il dispendio energetico giornaliero

Formula del TDEE spiegata passo passo: metabolismo basale con Mifflin-St Jeor, fattore di attività, esempi svolti e come verificare il risultato.

Pubblicato il 2026-10-28

Formula del TDEE: come calcolare il dispendio energetico giornaliero

Formula del TDEE: come calcolare il dispendio energetico giornaliero

Uomo che calcola il dispendio energetico giornaliero a casa

Il TDEE (Total Daily Energy Expenditure) si calcola in due passaggi. Prima stimi il metabolismo basale con un’equazione come Mifflin-St Jeor, poi lo moltiplichi per un fattore di attività che descrive la tua giornata tipo. La formula, quindi, è TDEE = metabolismo basale × fattore di attività. Qui trovi le equazioni complete, come scegliere il moltiplicatore giusto e due esempi svolti con i numeri. Trovi anche come verificare il risultato sulla bilancia, perché qualsiasi formula resta una stima.

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In breve

Indice

Che cos’è il TDEE e in cosa differisce dal metabolismo basale

Il TDEE è il totale delle calorie che il corpo consuma in 24 ore. Comprende l’energia per tenere in funzione gli organi e quella per tutto ciò che fai: dormire, lavorare, camminare, allenarti. In italiano si parla di dispendio energetico giornaliero o di fabbisogno calorico totale.

Il metabolismo basale (BMR, Basal Metabolic Rate) è solo una parte di questo totale. È l’energia che spenderesti restando a riposo assoluto, a digiuno, in un ambiente a temperatura neutra: respirare, far battere il cuore, mantenere la temperatura corporea, rinnovare le cellule. Per la maggior parte delle persone sedentarie è la voce più grande del bilancio.

Il TDEE si ottiene aggiungendo al basale tre componenti:

  1. Effetto termico degli alimenti: l’energia che serve per digerire, assorbire e metabolizzare il cibo. Le proteine ne richiedono più di grassi e carboidrati.
  2. Attività fisica volontaria: allenamento, sport, camminate fatte apposta.
  3. NEAT (Non-Exercise Activity Thermogenesis): tutto il movimento non sportivo, come stare in piedi, fare le scale, gesticolare, sistemare casa. È la componente più variabile tra una persona e l’altra, ed è quella che il fattore di attività cerca di riassumere in un solo numero.

Capire questa distinzione evita l’errore più comune: usare il metabolismo basale come obiettivo calorico. Il basale non è quanto devi mangiare, è quanto spenderesti se restassi a letto tutto il giorno.

La formula del TDEE e i dati che servono

La formula generale è una moltiplicazione:

TDEE = BMR × PAL

dove PAL (Physical Activity Level) è il fattore di attività. Per applicarla servono cinque dati:

Dato Unità Perché serve
Sesso maschio / femmina Le equazioni usano costanti diverse
Età anni Il basale cala con l’età
Peso kg Più massa significa più energia a riposo
Altezza cm Corregge il peso per la corporatura
Livello di attività coefficiente da 1,2 a 1,9 Trasforma il basale in consumo totale

Puoi anche conoscere la tua percentuale di massa grassa, misurata per esempio da un professionista con plicometria o bioimpedenza. In quel caso puoi usare una formula che parte dalla massa magra, come vedremo più sotto.

Come si calcola il metabolismo basale: le equazioni principali

Esistono decine di equazioni predittive. Nei calcolatori e negli studi nutrizionali ne ricorrono soprattutto tre.

Mifflin-St Jeor (1990)

È l’equazione oggi più usata per adulti in buona salute, compresi quelli in sovrappeso.

Il termine di confronto è la calorimetria indiretta, la misura di laboratorio di riferimento. Rispetto a questa, la stima con Mifflin-St Jeor ha un errore medio intorno al ±10%. Su un basale di 1.500 kcal significa un margine di circa 150 kcal in più o in meno, prima ancora di moltiplicare per il fattore di attività.

Harris-Benedict (1919, rivista nel 1984)

È la formula storica, pubblicata poco più di cent’anni fa e poi ricalcolata su dati più recenti. La versione rivista è:

Tende a dare valori un po’ più alti di Mifflin-St Jeor, di solito qualche decina di calorie. Molti siti la usano ancora perché è la più conosciuta, ma il nome illustre non la rende più precisa.

Katch-McArdle

Parte dalla massa magra (FFM, Fat-Free Mass) invece che da peso, altezza ed età:

BMR = 370 + 21,6 × massa magra (kg)

Se pesi 70 kg con il 20% di massa grassa, la massa magra è 56 kg e il basale stimato è 370 + 21,6 × 56 = 1.580 kcal. È utile per chi ha molta massa muscolare, come gli atleti e chi fa pesi da anni, perché le formule basate solo sul peso tendono a sottostimarne il consumo. Il suo limite è che vale quanto la misura di massa grassa che ci metti dentro: una bilancia impedenziometrica domestica può sbagliare di diversi punti percentuali.

Katch-McArdle example calculation from weight to BMR

Per tutte le formule del basale, con esempi e un calcolatore dedicato, trovi una guida completa su come calcolare le calorie basali.

Come scegliere il fattore di attività

Il moltiplicatore è il punto in cui si sbaglia di più, perché chiede di riassumere una settimana intera in un numero. Questi sono i valori più diffusi:

Livello Fattore A chi corrisponde
Sedentario 1,2 Lavoro d’ufficio, spostamenti in auto, nessun allenamento
Leggermente attivo 1,375 Allenamento leggero 1-3 volte a settimana o molte camminate
Moderatamente attivo 1,55 Allenamento moderato 3-5 volte a settimana
Molto attivo 1,725 Allenamento intenso 6-7 volte a settimana
Estremamente attivo 1,9 Lavoro fisico pesante più allenamento, o doppie sedute

Per capire che cosa si intenda per intensità, aiuta la classificazione dei LARN, i livelli di riferimento per la popolazione italiana. I LARN misurano l’attività in MET, cioè in multipli del dispendio a riposo: leggera da 1,6 a 2,9 MET, moderata da 3,0 a 5,9 MET, vigorosa da 6 MET in su. Una camminata a passo sostenuto è moderata. Corsa, nuoto continuo o un allenamento con i pesi a ritmo serrato sono vigorosi.

Tre criteri pratici per non sovrastimare:

Il MET serve anche a stimare una singola attività, perché un MET equivale circa a 1 kcal per kg di peso per ora. Una persona di 70 kg che fa un’ora di attività a 6 MET consuma quindi circa 6 × 70 × 1 = 420 kcal in quell’ora, quota basale compresa. È un metodo alternativo al fattore unico, utile per chi ha giornate molto diverse tra loro.

Due esempi di calcolo passo passo

Esempio 1: Giulia, 35 anni, impiegata che si allena tre volte a settimana

Dati: donna, 35 anni, 65 kg, 165 cm, attività moderata.

  1. Basale con Mifflin-St Jeor: 10 × 65 = 650; 6,25 × 165 = 1.031,25; 5 × 35 = 175. Quindi 650 + 1.031,25 − 175 − 161 = 1.345 kcal circa.
  2. Fattore di attività: 1,55.
  3. TDEE: 1.345 × 1,55 = 2.085 kcal circa al giorno.

Con Harris-Benedict rivista il basale di Giulia verrebbe circa 1.408 kcal, cioè una sessantina di calorie in più. Con il margine del ±10%, il suo TDEE reale potrebbe stare all’incirca tra 1.880 e 2.290 kcal. Qui si vede perché il risultato va verificato: 400 calorie di forbice sono quasi un pasto.

Conta molto anche la scelta del fattore. Se Giulia lavora seduta e i suoi allenamenti sono corsi di pilates da 50 minuti, 1,375 è probabilmente più realistico, e il TDEE scende a circa 1.850 kcal.

Esempio 2: Marco, 40 anni, attività leggera

Dati: uomo, 40 anni, 80 kg, 178 cm, due uscite in bici a settimana e molte camminate.

  1. Basale: 800 + 1.112,5 − 200 + 5 = 1.718 kcal circa.
  2. Fattore: 1,375.
  3. TDEE: 1.718 × 1,375 = 2.362 kcal circa.

Se Marco vuole perdere peso, il punto di partenza per un deficit moderato sarà questo numero, non il basale. Come impostarlo in modo sostenibile lo spieghiamo nella guida al deficit calorico.

Quanto è precisa la stima e come verificarla

Una formula restituisce la media di un gruppo di persone simili a te, non il tuo consumo. Una revisione pubblicata per il centenario della Harris-Benedict ha concluso che, nella maggior parte dei contesti clinici, le equazioni predittive hanno prestazioni da basse a moderate. Le migliori raggiungono un’accuratezza non superiore al 70% e possono produrre errori ampi. In altre parole, anche con la formula migliore una parte consistente delle persone resta fuori dal margine considerato accettabile.

Il metodo più preciso resta la calorimetria indiretta, che misura l’ossigeno consumato e l’anidride carbonica prodotta. Si fa negli ambulatori di nutrizione clinica e di medicina dello sport. Per la maggior parte delle persone, però, esiste un metodo gratuito e affidabile: confrontare quello che mangi con come cambia il peso.

  1. Parti dal TDEE calcolato e mangia per due o tre settimane intorno a quel valore. Registra le calorie con un’app o un diario alimentare e pesa gli alimenti.
  2. Pesati ogni mattina alla stessa ora, a digiuno e dopo essere andato in bagno. Annota la media settimanale invece del singolo valore: acqua, sale e ciclo mestruale fanno oscillare la bilancia di uno o due chili da un giorno all’altro.
  3. Leggi la tendenza: se la media resta stabile, le calorie medie che hai assunto sono il tuo TDEE reale. Se scende, il tuo TDEE è più alto della stima; se sale, è più basso.
  4. Correggi a piccoli passi, di 100-150 kcal, e riprova per altre due settimane.

Dopo un mese hai un numero costruito sul tuo corpo, molto più utile di qualsiasi equazione.

Il nostro punto di vista

Su Calcoligratis ogni calcolatore mostra la formula che usa, i suoi limiti e le fonti, e sul TDEE questa trasparenza conta più che altrove. Vediamo spesso lo stesso equivoco: chi ottiene 2.085 kcal pensa di aver trovato il proprio fabbisogno al decimale. In realtà ha trovato un’ipotesi ragionevole, con un margine che può valere un pasto intero.

Per questo consigliamo di usare Mifflin-St Jeor come formula predefinita, perché è la più usata per gli adulti sani e il suo margine d’errore è ben documentato. Katch-McArdle conviene solo se hai una misura di massa grassa fatta da un professionista. Sul fattore di attività preferiamo una stima prudente: meglio scoprire di poter mangiare di più che il contrario.

Il calcolo, poi, è solo l’inizio. Il valore vero del TDEE emerge quando lo metti alla prova per qualche settimana. Una formula ti dice da dove cominciare; la bilancia ti dice dove sei.

— Nkosi

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Domande frequenti

Come si misura il TDEE in modo preciso?

L’unico metodo di laboratorio è la calorimetria indiretta, che misura gli scambi respiratori e si fa nei centri di nutrizione clinica o di medicina dello sport. Nella vita quotidiana, il modo più pratico è registrare per due o tre settimane le calorie assunte e la media del peso. Se il peso è stabile, le calorie medie corrispondono al tuo TDEE.

1.500 calorie al giorno sono troppe?

Dipende dal tuo TDEE. Per molti adulti attivi 1.500 kcal sono sotto il fabbisogno e producono un deficit, mentre per una persona minuta e sedentaria possono essere vicine al mantenimento. Prima di scendere sotto il tuo metabolismo basale, o se hai patologie, sei in gravidanza o allatti, parlane con il medico o con un dietista.

Quanto deve essere un buon metabolismo basale?

Non esiste un valore “buono” in assoluto: il basale dipende soprattutto da peso, altezza, età, sesso e massa muscolare. Una donna di 35 anni, 65 kg e 165 cm ha un basale stimato intorno a 1.345 kcal; un uomo di 40 anni, 80 kg e 178 cm intorno a 1.718 kcal. Aumentare la massa muscolare è il modo più concreto per alzarlo un po’.

Il TDEE va ricalcolato quando dimagrisco?

Sì. Con meno peso il basale si abbassa e anche il TDEE scende, quindi un deficit che funzionava all’inizio può ridursi fino ad azzerarsi. Ricalcolalo ogni 3-5 kg persi o quando il tuo livello di attività cambia molto.

Fonti

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