Detrazioni affitto 2026: importi, requisiti e righi del 730

Se vivi in affitto, nella dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025) puoi ridurre l’IRPEF con una detrazione che va da 150 € a 2.000 €. L’importo dipende da età, reddito, tipo di contratto e motivo per cui sei in affitto. Non è un bonifico né un contributo da chiedere al Comune: lo sconto si ottiene nel 730 o nel modello Redditi, compilando il quadro E. Qui trovi gli importi ufficiali, i requisiti uno per uno, esempi di calcolo con numeri reali e gli errori che fanno perdere la detrazione.
In breve
- Inquilini con contratto libero: 300 € con reddito fino a 15.493,71 €, 150 € fino a 30.987,41 €. Oltre, niente.
- Canone concordato: 495,80 € o 247,90 €, con le stesse soglie di reddito.
- Giovani tra 20 e 31 anni non compiuti: 991,60 € oppure il 20% del canone, fino a 2.000 €, per i primi 4 anni, con reddito fino a 15.493,71 €.
- Lavoratori dipendenti trasferiti e studenti fuori sede hanno regole proprie: 991,60 € o 495,80 € per i primi, 19% su un massimo di 2.633 € di canoni per i secondi.
- Le detrazioni non si sommano: scegli quella più conveniente. Senza contratto registrato non spetta nulla.
Indice
- Cosa cambia nel 2026 e a quale anno si riferisce
- Tabella delle detrazioni per chi è in affitto
- Le cinque detrazioni, una per una
- Esempi di calcolo con numeri reali
- Cinque errori che fanno perdere la detrazione
- Come inserirla nel 730 e nella precompilata
- Se l’imposta è troppo bassa: l’incapienza
- Il nostro punto di vista
- Calcola gratis quanta IRPEF ti resta
- Domande frequenti
- Fonti
Cosa cambia nel 2026 e a quale anno si riferisce
Quando si parla di “detrazioni affitto 2026” si intende quasi sempre il modello 730/2026, che riguarda i canoni pagati nel 2025. Gli importi sono quelli fissati dall’articolo 16 del TUIR e, per gli studenti, dall’articolo 15. Per questa dichiarazione sono rimasti invariati, come riportano le istruzioni ufficiali al modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate.
I canoni che stai pagando adesso, nel 2026, li porterai invece in detrazione nella dichiarazione del 2027. Se la legge di bilancio non cambia gli importi, valgono le stesse cifre che trovi in questa guida.
Un punto da chiarire subito: il “bonus affitto” per inquilini non è una somma accreditata sul conto. È una riduzione dell’imposta che paghi, che arriva in busta paga o in pensione con il conguaglio del 730. I contributi comunali e regionali per l’affitto, finanziati con fondi pubblici e assegnati tramite bando, sono un’altra cosa e seguono le regole del tuo Comune.
Tabella delle detrazioni per chi è in affitto
| Situazione | Reddito fino a 15.493,71 € | Reddito da 15.493,72 € a 30.987,41 € | Rigo del 730 |
|---|---|---|---|
| Abitazione principale, contratto libero | 300 € | 150 € | E71, codice 1 |
| Abitazione principale, canone concordato | 495,80 € | 247,90 € | E71, codice 2 |
| Giovani 20-31 anni, primi 4 anni | 991,60 € o 20% del canone, max 2.000 € | nessuna | E71, codice 4 |
| Lavoratori dipendenti trasferiti, primi 3 anni | 991,60 € | 495,80 € | E72 |
| Studenti universitari fuori sede | 19% su max 2.633 € di canoni | 19% su max 2.633 € (pieno fino a 120.000 €) | E8-E10, codice 18 |
Gli importi e le condizioni coincidono con la tabella dell’Agenzia sulle detrazioni per canoni di locazione. I righi E71 ed E72 sono quelli indicati nelle FAQ della precompilata dedicate agli inquilini.
Il reddito da guardare è il reddito complessivo IRPEF, non lo stipendio netto e non l’ISEE. Se non sai dove ti collochi, la guida agli scaglioni IRPEF 2026 ti aiuta a orientarti.
Le cinque detrazioni, una per una
Inquilini con contratto a canone libero
È la detrazione più diffusa e anche la più piccola. Spetta a chi ha in affitto l’immobile in cui vive come abitazione principale, con un contratto registrato di uno dei tipi previsti dalla legge 431/1998. Vale 300 € se il reddito complessivo non supera 15.493,71 € e 150 € se resta entro 30.987,41 €. Sopra questa soglia la detrazione non spetta.
Contratti a canone concordato
Se il contratto è a canone concordato, cioè segue gli accordi territoriali tra associazioni di proprietari e inquilini (lo schema tipico è il 3+2), gli importi salgono a 495,80 € e 247,90 €. Controlla il contratto: la tipologia “concordata” o “convenzionale” deve risultare in modo chiaro. Lo stesso contratto può dare vantaggi anche al proprietario, come la cedolare secca al 10%, di cui parliamo nella guida alla cedolare secca 2026.
Giovani tra 20 e 31 anni
È la detrazione più generosa per chi esce di casa. Secondo la pagina “Immobili” della precompilata, spetta a chi ha tra 20 e 31 anni non compiuti e un reddito complessivo fino a 15.493,71 €, per i primi 4 anni di contratto. Vale 991,60 €, oppure il 20% del canone annuo se è più alto, fino a un massimo di 2.000 €.
Le condizioni da rispettare sono due: l’immobile deve essere la tua residenza principale e deve essere diverso dalla casa in cui abitano i tuoi genitori. Va bene anche una stanza in un appartamento condiviso, purché il contratto sia intestato a te e registrato.
Lavoratori dipendenti che si trasferiscono
Spetta ai lavoratori dipendenti che hanno trasferito la residenza nel Comune di lavoro o in uno vicino, ad almeno 100 km dal Comune precedente e comunque in un’altra regione. La detrazione dura i primi 3 anni dal trasferimento e vale 991,60 € con reddito fino a 15.493,71 € e 495,80 € fino a 30.987,41 €.
C’è anche un aiuto che passa dal datore di lavoro. Per chi è stato assunto a tempo indeterminato nel 2025 e ha spostato la residenza per lavoro, le somme rimborsate dall’azienda per l’affitto non sono tassate fino a 5.000 € l’anno per i primi due anni, come spiega la stessa pagina “Immobili” dell’Agenzia.
Studenti universitari fuori sede
Qui il meccanismo è diverso: non c’è un importo fisso, ma il 19% dei canoni pagati, calcolato su un massimo di 2.633 €. La detrazione massima è quindi 500,27 €. Serve l’iscrizione a un corso universitario in un Comune distante almeno 100 km da quello di residenza e situato in un’altra provincia. La detrazione spetta per intero con reddito complessivo fino a 120.000 €, poi si riduce fino ad azzerarsi a 240.000 €, come riportano le istruzioni dell’Agenzia su altre detrazioni e deduzioni.

Spesso a pagare sono i genitori, e la detrazione può andare a loro se lo studente è fiscalmente a carico. La tabella dell’Agenzia fa l’esempio di due figli universitari a carico: la detrazione spetta a entrambi i genitori, ciascuno entro il limite di 2.633 €. Come per tutte le spese al 19%, paga il canone con bonifico, carta o un altro strumento tracciabile e conserva le ricevute.
Esempi di calcolo con numeri reali
Gli importi fissi vanno sempre rapportati ai giorni in cui l’immobile è stato davvero la tua abitazione principale. Ecco quattro casi tipici.
Giulia, 26 anni, reddito 14.000 €. Paga 550 € al mese per 12 mesi, cioè 6.600 € l’anno. Il 20% è 1.320 €, più di 991,60 € e sotto il tetto di 2.000 €: la detrazione è 1.320 €.
Luca, 24 anni, reddito 12.500 €. Paga 350 € al mese, 4.200 € l’anno. Il 20% è 840 €, meno di 991,60 €: gli spetta il minimo garantito, 991,60 €.
Sara, 34 anni, reddito 20.000 €, contratto libero dal 1° luglio 2025. La detrazione piena sarebbe 150 €, ma l’immobile è stato la sua abitazione per 184 giorni su 365. Il calcolo è 150 × 184 / 365 = 75,62 €.
Matteo, studente fuori sede. Paga 400 € al mese per 10 mesi, 4.000 € in tutto. Si considerano solo 2.633 €: il 19% fa 500,27 €, anche se ha speso di più.
Attenzione alla soglia dei 15.493,71 €. Se Giulia avesse guadagnato 16.000 €, avrebbe perso la detrazione per i giovani e le resterebbe solo quella ordinaria da 150 €: un euro di reddito in più può costare oltre mille euro di detrazione.

Cinque errori che fanno perdere la detrazione
1. Contratto non registrato. La registrazione è la condizione di partenza per qualsiasi detrazione legata all’affitto: senza, l’Agenzia non riconosce nulla. Se il proprietario non l’ha fatta, chiedigli la copia della ricevuta di registrazione prima di compilare il 730.
2. Sommare due detrazioni. Le varie agevolazioni per l’affitto dell’abitazione principale non sono cumulabili, come chiarisce la circolare 34/E del 2008. Se hai 25 anni e un canone concordato, scegli la più conveniente: quasi sempre quella per i giovani. Nello stesso anno puoi indicarne più d’una solo se riguardano periodi diversi, per esempio dopo un trasloco.
3. Dividere male un contratto cointestato. Se il contratto è intestato a più persone, la detrazione si ripartisce tra loro, ma spetta solo a chi ha i requisiti. Con un coinquilino di 33 anni e uno di 27, solo il secondo può chiedere la quota per i giovani.
4. Dimenticare il welfare aziendale. Se il datore di lavoro ti ha rimborsato l’affitto come fringe benefit esente (nel 2025 il limite era 1.000 € senza figli e 2.000 € con figli a carico), puoi detrarre solo la parte di canone rimasta davvero a tuo carico.
5. Non controllare la precompilata. L’Agenzia conosce i dati del contratto, ma non sempre sa se l’immobile è la tua abitazione principale o a che distanza è l’università. Questi requisiti li devi verificare e dichiarare tu.
Come inserirla nel 730 e nella precompilata
Nel 730/2026 le detrazioni per l’affitto stanno nel quadro E, oneri e spese. I passaggi sono questi:
- Apri la precompilata e cerca la sezione dedicata agli immobili in locazione: il sistema mostra i contratti registrati a tuo nome.
- Nel foglio informativo conferma, o correggi, i requisiti che l’Agenzia non può conoscere, come l’uso dell’immobile come abitazione principale o i chilometri dall’università.
- Nel rigo E71 indica il codice (1 libero, 2 concordato, 4 giovani) e il numero di giorni. Se sei un lavoratore trasferito, usa il rigo E72.
- Per gli studenti, inserisci i canoni pagati nei righi da E8 a E10 con il codice 18.
- Controlla il prospetto di liquidazione: la detrazione deve comparire tra quelle che riducono l’imposta.
Se il contratto è cambiato durante l’anno, compila un rigo per ciascun periodo, con i giorni corrispondenti. Se hai dubbi sui requisiti, soprattutto per trasferimenti di lavoro o contratti cointestati, fai controllare la dichiarazione da un CAF o da un commercialista prima di inviarla: un errore qui può tornare indietro anni dopo, sotto forma di avviso dell’Agenzia.
Se l’imposta è troppo bassa: l’incapienza
Una detrazione riduce l’imposta che devi pagare. Con un reddito basso, però, l’imposta può essere già quasi azzerata dalla detrazione per lavoro dipendente, che per i redditi fino a 15.000 € è salita a 1.955 € secondo le istruzioni al 730/2026.
Per le detrazioni affitto dell’articolo 16 (quelle nei righi E71 ed E72), le istruzioni prevedono che la parte che non trova spazio nell’imposta ti venga comunque riconosciuta. Per la detrazione al 19% degli studenti, invece, la quota che supera l’imposta si perde. Per questo, quando lo studente non ha redditi, conviene che a detrarre la spesa sia il genitore che lo ha a carico.
Per capire quanta IRPEF paghi davvero, e quindi quanto spazio resta per la detrazione, leggi la nostra guida alla no tax area 2026 e quella sulle detrazioni per lavoro dipendente.
Il nostro punto di vista
Ogni anno vediamo le stesse scene: persone che avrebbero diritto alla detrazione per i giovani e si fermano a quella da 150 €, oppure inquilini che scoprono a giugno che il contratto non è mai stato registrato. Il problema quasi mai è la regola, che è semplice. È che nessuno spiega che le detrazioni sono alternative tra loro e che conta il reddito complessivo, non quello che arriva sul conto.
Per questo, su ogni tema fiscale, partiamo dalle fonti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate e mostriamo il calcolo passo passo, con i limiti scritti in chiaro. Il nostro consiglio pratico: prima di inviare il 730, prendi il contratto, guarda le date, conta i giorni e confronta tutte le detrazioni a cui avresti diritto. Bastano dieci minuti, e la differenza può superare i 1.800 €.
— Nkosi
Calcola gratis quanta IRPEF ti resta
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Domande frequenti
Chi ha diritto alla detrazione per l’affitto nel 2026?
Chi nel 2025 ha pagato il canone per l’abitazione principale con un contratto registrato e ha un reddito complessivo fino a 30.987,41 €. Fanno eccezione gli studenti fuori sede, che hanno una detrazione al 19% con soglie di reddito molto più alte. Gli importi vanno da 150 € a 2.000 €.
Il bonus affitto per i giovani si chiede all’INPS o al Comune?
No, non serve nessuna domanda a parte. La detrazione si ottiene solo nella dichiarazione dei redditi, nel rigo E71 con il codice 4. Se sei dipendente e presenti il 730, il beneficio arriva con il conguaglio in busta paga.
Posso detrarre l’affitto se il contratto è intestato a mio padre?
Di regola no: la detrazione spetta a chi è titolare del contratto. L’eccezione riguarda gli studenti fuori sede, per i quali la spesa può essere detratta dal genitore che ha il figlio fiscalmente a carico.
Ho dimenticato la detrazione nel 730: posso recuperarla?
Sì. Puoi correggere la dichiarazione con un 730 integrativo o con un modello Redditi correttivo o integrativo, a seconda del momento. Un CAF o un commercialista ti indica la strada giusta in base alla data e al tipo di errore.
Fonti
- Agenzia delle Entrate, istruzioni modello 730/2026
- Agenzia delle Entrate, tabella detrazioni per canoni di locazione
- Precompilata, FAQ sulla detrazione per inquilini
- Precompilata, sezione Immobili
- Precompilata, quadro E oneri e spese
- Agenzia delle Entrate, altre detrazioni e deduzioni
- Agenzia delle Entrate, circolare 34/E del 4 aprile 2008