Calcolo dello sconto percentuale: formule, esempi e trucchi

Per calcolare uno sconto percentuale moltiplichi il prezzo pieno per la percentuale e dividi per 100: ottieni quanto risparmi. Togli quel risparmio dal prezzo e hai il prezzo scontato. Un paio di scarpe da 80 € con il 15% di sconto: 80 × 15 ÷ 100 = 12 €, quindi paghi 68 €. In questa guida trovi anche le altre due formule che servono quando fai acquisti, cioè come trovare la percentuale applicata e come risalire al prezzo di partenza. Poi vediamo i trucchi per fare i conti a mente, gli errori più comuni con gli sconti doppi e l’IVA, e come capire se uno sconto in vetrina è vero.
In breve
- Prezzo scontato = prezzo pieno × (1 − sconto ÷ 100). Il 30% su 200 € fa 200 × 0,70 = 140 €.
- Percentuale di sconto = (prezzo pieno − prezzo scontato) ÷ prezzo pieno × 100. Da 120 € a 90 € lo sconto è del 25%.
- Prezzo pieno = prezzo scontato ÷ (1 − sconto ÷ 100). Se hai pagato 63 € con il 30% di sconto, il prezzo pieno era 90 €.
- Due sconti di fila non si sommano: 20% più un ulteriore 10% fa 28%, non 30%.
- In Italia lo sconto annunciato si calcola sul prezzo più basso degli ultimi 30 giorni, non su un prezzo qualsiasi.
Indice
- Le tre formule che risolvono ogni caso
- Come si calcola il prezzo scontato, passo per passo
- Come trovare la percentuale di sconto applicata
- Come risalire al prezzo pieno (la percentuale inversa)
- Calcolare lo sconto a mente: le scorciatoie
- Sconti doppi e “ulteriore sconto”: perché non si sommano
- Sconto e IVA: cosa cambia sul prezzo
- Lo sconto su Excel o Google Fogli
- Sconti veri e sconti gonfiati: la regola dei 30 giorni
- Il nostro punto di vista
- Calcola il tuo sconto in pochi secondi
- Domande frequenti
- Fonti
Le tre formule che risolvono ogni caso
Quasi tutte le domande sugli sconti rientrano in tre situazioni. Conosci due valori tra prezzo pieno, percentuale e prezzo scontato, e vuoi il terzo. La tabella le mette a confronto con un esempio ciascuna.
| Cosa conosci | Cosa cerchi | Formula | Esempio |
|---|---|---|---|
| Prezzo pieno e percentuale | Prezzo scontato | P × (1 − s ÷ 100) | 200 € al 30%: 200 × 0,70 = 140 € |
| Prezzo pieno e percentuale | Risparmio in euro | P × s ÷ 100 | 200 € al 30%: 200 × 0,30 = 60 € |
| Prezzo pieno e prezzo scontato | Percentuale di sconto | (P − S) ÷ P × 100 | Da 120 € a 90 €: 30 ÷ 120 × 100 = 25% |
| Prezzo scontato e percentuale | Prezzo pieno | S ÷ (1 − s ÷ 100) | 63 € dopo il 30%: 63 ÷ 0,70 = 90 € |
P è il prezzo pieno, S il prezzo scontato, s la percentuale. Il passaggio che confonde di più è il fattore (1 − s ÷ 100): è semplicemente la parte del prezzo che resta da pagare. Con il 30% di sconto paghi il 70%, cioè 0,70. Con il 15% paghi l’85%, cioè 0,85. Se vuoi ripassare il concetto di percentuale dalla base, la nostra guida alla formula della percentuale parte da zero con esempi quotidiani.
Come si calcola il prezzo scontato, passo per passo
È il caso più frequente: vedi un cartellino con il prezzo e la percentuale e vuoi sapere quanto pagherai alla cassa.
- Trasforma la percentuale in decimale. Dividi per 100: 15% diventa 0,15, 30% diventa 0,30.
- Calcola il risparmio. Moltiplica il prezzo pieno per il decimale.
- Sottrai il risparmio dal prezzo pieno. Il risultato è il prezzo scontato.
In alternativa salti il passaggio 3 e moltiplichi subito il prezzo per la parte che resta (1 − decimale). Il risultato è identico, ma fai un’operazione in meno.
Esempio: il 15% di sconto
Una giacca costa 80 €. Il 15% di 80 è 80 × 0,15 = 12 €. Prezzo finale: 80 − 12 = 68 €. Con la scorciatoia: 80 × 0,85 = 68 €.
Esempio: togliere il 30% da un prezzo
Un frullatore costa 59,90 €. Il 30% è 59,90 × 0,30 = 17,97 €. Prezzo finale: 59,90 − 17,97 = 41,93 €. Con la scorciatoia: 59,90 × 0,70 = 41,93 €.
Quando il risultato ha molti decimali
Con prezzi come 49,99 € e sconti del 35% esce 32,4935 €. In euro si arrotonda al centesimo, quindi 32,49 €. Il negozio può arrotondare in modo leggermente diverso: una differenza di uno o due centesimi sullo scontrino di solito dipende da questo, non da un errore di calcolo.
Come trovare la percentuale di sconto applicata
Succede spesso il contrario: il cartellino mostra il prezzo vecchio barrato e quello nuovo, ma non la percentuale. Oppure l’app di un negozio ti dice “risparmi 18 €” e vuoi capire a quanto corrisponde davvero.
La formula è: (prezzo pieno − prezzo scontato) ÷ prezzo pieno × 100.
- Un paio di jeans passa da 120 € a 90 €. Differenza: 30 €. 30 ÷ 120 = 0,25. Sconto del 25%.
- Un monitor passa da 249 € a 199 €. Differenza: 50 €. 50 ÷ 249 = 0,2008. Sconto di circa il 20%.
- Un abbonamento passa da 14,99 € a 9,99 € al mese. Differenza: 5 €. 5 ÷ 14,99 = 0,3336. Sconto di circa il 33%.
L’errore tipico è dividere per il prezzo scontato invece che per quello pieno. Nel primo esempio 30 ÷ 90 dà 33%, un numero sbagliato che fa sembrare l’offerta migliore di quanto sia. La base di uno sconto è sempre il prezzo di partenza.
Un esempio dallo scontrino
Il fac-simile di documento commerciale pubblicato dall’Agenzia delle Entrate mostra un prodotto da 160,65 € seguito da una riga “Sconto” di −10,65 €. Lo sconto compare quindi come importo in euro, non come percentuale. Se vuoi sapere quanto vale: 10,65 ÷ 160,65 × 100 = 6,63%. Il prodotto ti è costato 150 €.
Come risalire al prezzo pieno (la percentuale inversa)
È la domanda che molti chiamano “percentuale inversa”: sai quanto hai pagato e quanto era lo sconto, e vuoi il prezzo originale. Serve per esempio quando chiedi un reso, per confrontare con un altro negozio o per controllare una ricevuta.
La formula è: prezzo scontato ÷ (1 − sconto ÷ 100).
Hai pagato 63 € con il 30% di sconto. Il 63 rappresenta il 70% del prezzo pieno, quindi 63 ÷ 0,70 = 90 €.
Qui si sbaglia spesso aggiungendo il 30% a 63: 63 × 1,30 = 81,90 €, che è un risultato errato. Il motivo è che il 30% era calcolato su 90 €, non su 63 €. Togliere una percentuale e poi riaggiungerla non riporta al punto di partenza, perché la base cambia. Lo stesso principio vale per lo scorporo dell’IVA, che funziona con la stessa logica e che spieghiamo nella guida allo scorporo IVA con formula e calcolo rapido.
Calcolare lo sconto a mente: le scorciatoie
In negozio non sempre hai voglia di aprire la calcolatrice. Alcune percentuali hanno una scorciatoia che rende il conto immediato.
| Sconto | Scorciatoia per il risparmio | Esempio su 60 € | Prezzo finale |
|---|---|---|---|
| 10% | Sposta la virgola di un posto a sinistra | 6 € | 54 € |
| 5% | Metà del 10% | 3 € | 57 € |
| 15% | 10% più la sua metà | 6 + 3 = 9 € | 51 € |
| 20% | Il 10% moltiplicato per 2 | 12 € | 48 € |
| 25% | Dividi per 4 | 15 € | 45 € |
| 30% | Il 10% moltiplicato per 3 | 18 € | 42 € |
| 33% | Dividi per 3 (circa) | 20 € | 40 € |
| 40% | Il 10% moltiplicato per 4 | 24 € | 36 € |
| 50% | Dividi per 2 | 30 € | 30 € |
| 70% | Paghi il 30%: 10% × 3 | 42 € | 18 € |
Per gli sconti alti conviene ragionare su quanto resta da pagare. Con il 70% paghi il 30%, e il 30% di 60 € è 18 €: più veloce che calcolare 42 € e poi sottrarre. Lo stesso vale per il 60% (paghi il 40%) e l’80% (paghi il 20%).
Un altro trucco utile: lo sconto percentuale è commutativo. Il 15% di 40 € è uguale al 40% di 15 €, cioè 6 €. Scegli l’ordine che ti viene più comodo.
Sconti doppi e “ulteriore sconto”: perché non si sommano

Durante i saldi capita spesso il cartello “−20% e un ulteriore −10% in cassa”. Viene istintivo pensare a un 30%. In realtà il secondo sconto si applica al prezzo già ridotto, non a quello pieno.
Su un capo da 100 €:
- Primo sconto del 20%: 100 × 0,80 = 80 €.
- Ulteriore 10% su 80 €: 80 × 0,90 = 72 €.
- Sconto totale: 28 €, cioè il 28%.
La formula generale per due sconti in serie è 1 − (1 − s1) × (1 − s2). Con 20% e 10%: 1 − 0,80 × 0,90 = 1 − 0,72 = 0,28, cioè 28%. L’ordine non conta: 10% poi 20% dà lo stesso risultato.
La differenza cresce con gli sconti alti. “50% più un ulteriore 20%” su 100 € dà 100 × 0,50 × 0,80 = 40 €, cioè uno sconto complessivo del 60%, non del 70%. Su un cappotto da 300 € la distanza tra le due letture è di 30 €.
| Sconti in serie | Sconto reale | Somma ingannevole |
|---|---|---|
| 10% + 10% | 19% | 20% |
| 20% + 10% | 28% | 30% |
| 30% + 20% | 44% | 50% |
| 50% + 20% | 60% | 70% |
| 50% + 50% | 75% | 100% |
L’ultima riga chiarisce il concetto: due sconti del 50% non rendono il prodotto gratuito, ti lasciano un quarto del prezzo.
Sconto in euro o in percentuale: quale conviene?
Con i buoni sconto ti trovi spesso a scegliere tra un importo fisso e una percentuale, per esempio “10 € di sconto” o “15% di sconto”. Il punto di pareggio si trova dividendo l’importo fisso per la percentuale: 10 ÷ 0,15 = 66,67 €. Sotto quella spesa conviene il buono da 10 €, sopra conviene il 15%. Su una spesa di 100 € il 15% vale 15 €, quindi 5 € in più.
Sconto e IVA: cosa cambia sul prezzo
Per chi compra da privato il prezzo esposto in Italia è già comprensivo di IVA, e lo sconto si applica a quel prezzo. Per chi lavora con le fatture la domanda è un’altra: lo sconto va calcolato prima o dopo l’IVA?
Sul totale finale non cambia nulla, perché sconto e IVA sono due moltiplicazioni e l’ordine non altera il risultato. Prendiamo un imponibile di 100 € con IVA al 22% e uno sconto del 10%.
- Sconto prima dell’IVA: 100 × 0,90 = 90 € di imponibile, IVA 19,80 €, totale 109,80 €.
- Sconto dopo l’IVA: 100 × 1,22 = 122 €, poi 122 × 0,90 = 109,80 €.
Il totale è identico. Quello che cambia è la scrittura in fattura: lo sconto riduce l’imponibile, e l’IVA va calcolata sull’imponibile già scontato. Nel fac-simile dell’Agenzia delle Entrate citato sopra, infatti, la riga di sconto riporta la stessa aliquota del 22% del prodotto a cui si riferisce. Se devi ricavare l’IVA contenuta in un prezzo scontato, segui la nostra guida su come calcolare l’IVA in Italia. Per sapere quale aliquota si applica a un prodotto trovi tutto nella guida alle aliquote IVA 2026.
Lo sconto su Excel o Google Fogli
Se gestisci listini, preventivi o un piccolo negozio online, un foglio di calcolo ti evita di ripetere gli stessi conti. Metti il prezzo pieno in colonna A, la percentuale in colonna B (formattata come percentuale, quindi 20% e non 20) e usa queste formule nella riga 2:
| Obiettivo | Formula |
|---|---|
| Prezzo scontato | =A2*(1-B2) |
| Risparmio in euro | =A2*B2 |
| Percentuale di sconto (con il prezzo scontato in C2) | =(A2-C2)/A2 |
| Prezzo pieno partendo da quello scontato | =C2/(1-B2) |
| Arrotondare al centesimo | =ARROTONDA(A2*(1-B2);2) |
Due dettagli tipici della versione italiana: il separatore decimale è la virgola e quello tra gli argomenti di una funzione è il punto e virgola. Se scrivi la percentuale come numero intero (20 invece di 20%), dividi per 100 nella formula: =A2*(1-B2/100).
Sconti veri e sconti gonfiati: la regola dei 30 giorni
Una formula corretta dà un risultato corretto solo se il prezzo di partenza è onesto. Per questo l’Unione europea con la Direttiva 2019/2161, detta Omnibus, ha fissato un criterio preciso. Secondo le linee guida della Commissione europea sull’indicazione dei prezzi, ogni annuncio di riduzione deve indicare il prezzo precedente, cioè il prezzo più basso applicato nei 30 giorni prima dello sconto.
In Italia la regola è nell’articolo 17-bis del Codice del consumo, che definisce il prezzo precedente come “il prezzo piu’ basso applicato” nei trenta giorni prima della riduzione.
Cosa significa in pratica? Immagina una giacca venduta a 100 € a inizio mese, portata a 140 € due settimane dopo e poi messa in vetrina con “−40%” a 84 €. Il prezzo di riferimento corretto è 100 €, non 140 €. Rifacendo il conto con la formula della percentuale: (100 − 84) ÷ 100 = 16%. Lo sconto reale è meno della metà di quello annunciato.

Durante i saldi ci sono anche obblighi di trasparenza sul cartellino. Come ricorda la guida ai saldi di Confcommercio, il negoziante deve esporre chiaramente prezzo originale, prezzo scontato e percentuale di sconto applicata. I dettagli cambiano da regione a regione: secondo il calendario dei saldi invernali 2026 di Confcommercio, in Lombardia è obbligatorio indicare il prezzo iniziale e la percentuale, mentre il prezzo finale è facoltativo. In quel caso il conto lo fai tu, ed è esattamente la prima formula di questa guida.
Se hai il sospetto che uno sconto sia gonfiato, ti conviene salvare uno screenshot del prezzo nei giorni precedenti. Per i negozi online è il modo più semplice per verificare il prezzo di riferimento. In caso di pratica scorretta puoi rivolgerti a un’associazione di consumatori, che ti dirà come procedere.
Il nostro punto di vista
Ogni giorno vediamo persone che arrivano sui nostri calcolatori con una cifra già in testa e il dubbio di averla sbagliata. Quasi sempre l’errore non è nella moltiplicazione, ma nella base: si divide per il prezzo scontato invece che per quello pieno, si sommano due sconti in serie, si aggiunge una percentuale per tornare indietro. Per questo, accanto a ogni risultato, mostriamo la formula usata e i passaggi: chi capisce perché 20% più 10% fa 28% non si fa più ingannare da un cartello in vetrina.
C’è anche un secondo motivo. Un calcolatore dà un numero, ma la decisione di acquisto richiede contesto: il prezzo di riferimento è quello giusto? Lo sconto in euro vale più di quello in percentuale per la tua spesa? Ci sono IVA o spese di spedizione da considerare? Preferiamo che tu esca dalla pagina sapendo rifare il conto anche senza di noi. Se poi torni perché è più comodo, ancora meglio.
— Nkosi
Calcola il tuo sconto in pochi secondi
Se vuoi saltare i conti, il nostro calcolatore dello sconto percentuale ti dà prezzo finale e risparmio appena inserisci prezzo e percentuale, con esempi già pronti dal 10% al 40%. È gratuito, non richiede registrazione, non salva i tuoi dati e funziona bene anche da smartphone, quindi puoi usarlo direttamente in negozio davanti al cartellino. Sotto il risultato trovi la formula applicata, così puoi controllare ogni passaggio.
Domande frequenti
Come si calcola lo sconto applicato su un prodotto?
Sottrai il prezzo scontato dal prezzo pieno, dividi la differenza per il prezzo pieno e moltiplica per 100. Se un articolo passa da 50 € a 35 €, la differenza è 15 €, e 15 ÷ 50 × 100 = 30%. Dividi sempre per il prezzo di partenza, mai per quello scontato.
Come si fa il 15% di sconto?
Calcola il 10% spostando la virgola di un posto a sinistra, poi aggiungi la sua metà. Su 40 € il 10% è 4 €, la metà è 2 €, quindi il 15% vale 6 € e paghi 34 €. Con la calcolatrice moltiplichi direttamente il prezzo per 0,85.
Come si toglie il 30% da un prezzo?
Moltiplica il prezzo per 0,70, perché dopo lo sconto paghi il 70%. Su 90 € il risultato è 63 €. Se vuoi conoscere anche il risparmio, moltiplica il prezzo per 0,30: 27 €.
Come si calcola la percentuale inversa per trovare il prezzo originale?
Dividi il prezzo scontato per la parte che hai pagato in decimale. Se hai speso 63 € con uno sconto del 30%, hai pagato il 70%, quindi 63 ÷ 0,70 = 90 €. Aggiungere il 30% a 63 € dà invece 81,90 €, un risultato sbagliato.
Due sconti del 20% fanno il 40%?
No. Il secondo sconto si applica al prezzo già ridotto: 100 € diventano 80 € e poi 64 €. Lo sconto totale è del 36%, non del 40%.
Fonti
- Commissione europea, linee guida sull’indicazione dei prezzi (Direttiva 2019/2161)
- Codice del consumo, art. 17-bis: annunci di riduzione di prezzo
- Confcommercio, guida ai saldi
- Confcommercio, saldi invernali 2026: regole e calendario
- Agenzia delle Entrate, layout del documento commerciale