Come calcolare il rendimento di un conto deposito (2026)

Formula, esempi in euro e tabelle per calcolare il rendimento netto del conto deposito: TAN, ritenuta del 26% e imposta di bollo dello 0,20% spiegate passo per passo.

Pubblicato il 2026-10-20

Come calcolare il rendimento di un conto deposito (2026)

Come calcolare il rendimento di un conto deposito (2026)

Una persona sta leggendo il foglio informativo del deposito

Per calcolare il rendimento di un conto deposito servono quattro numeri: il capitale, il tasso annuo lordo (TAN), i giorni di durata e le due tasse che lo Stato trattiene. La formula è questa: interessi lordi = capitale × TAN × giorni / 365. Da lì togli la ritenuta del 26% e l’imposta di bollo dello 0,20% annuo, e ottieni quello che ti resta davvero in tasca. Qui sotto trovi la formula passo per passo, esempi in euro, una tabella che converte il tasso lordo in quello netto e gli errori più comuni che fanno sembrare un’offerta più conveniente di quanto sia.

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In breve

Indice

Le voci che entrano nel calcolo

Prima di fare i conti conviene avere chiaro cosa rappresenta ogni numero. Le informazioni stanno tutte nel foglio informativo del conto, che la banca deve pubblicare.

Capitale

È la somma che depositi o vincoli. Su un conto libero può cambiare nel tempo con versamenti e prelievi; su un conto vincolato resta fermo per tutta la durata del vincolo. Il capitale è anche la base su cui si calcola l’imposta di bollo.

TAN, il tasso annuo nominale lordo

È il tasso pubblicizzato. Due cose da ricordare. La prima: è sempre espresso su base annua. Se un’offerta promette il 4% su un vincolo di sei mesi, non ricevi il 4% del capitale ma circa la metà. È un punto che Altroconsumo ricorda nel suo confronto delle offerte al 4%: su 10.000 € quel tasso produce circa 133 € lordi in quattro mesi, non 400 €. La seconda: è lordo, cioè prima delle tasse.

Durata in giorni

Gli interessi maturano giorno per giorno. Nel calcolo si usano i giorni effettivi del periodo divisi per i giorni dell’anno. La maggior parte delle banche usa 365, ma il divisore è indicato nel foglio informativo: se trovi scritto 360 (anno commerciale), usa quello.

Ritenuta del 26%

Gli interessi dei conti deposito sono soggetti a una ritenuta a titolo d’imposta del 26%, applicata dalla banca quando accredita gli interessi. È definitiva: non devi indicare nulla in dichiarazione dei redditi. L’aliquota vale per gli interessi maturati dal 1° luglio 2014, come chiarito dalla circolare 19/E dell’Agenzia delle Entrate.

Imposta di bollo dello 0,20%

È la voce che molti dimenticano. L’imposta di bollo sui conti deposito è pari allo 0,20% annuo del capitale ed è dovuta sugli estratti conto inviati dalla banca. Se la rendicontazione è trimestrale o semestrale, l’imposta viene calcolata in proporzione ai giorni del periodo. A differenza della ritenuta, non si applica agli interessi ma al capitale: per questo pesa anche quando il tasso è basso.

La formula passo per passo

Ecco il procedimento completo, nell’ordine in cui lo fa la banca.

  1. Calcola gli interessi lordi: capitale × TAN × giorni / 365.
  2. Calcola la ritenuta: interessi lordi × 26%.
  3. Ricava gli interessi netti: interessi lordi − ritenuta, oppure direttamente interessi lordi × 0,74.
  4. Calcola l’imposta di bollo: capitale × 0,20% × giorni / 365.
  5. Ricava il guadagno netto finale: interessi netti − bollo.
  6. Trasforma il risultato in un tasso, se vuoi confrontare offerte diverse: guadagno netto / capitale × 365 / giorni × 100.

Il sesto passaggio è quello che serve davvero per scegliere: riporta tutte le offerte, di qualsiasi durata, allo stesso metro, cioè quanto rendono in un anno al netto di tutto.

Tre esempi con i numeri

Esempio 1: 10.000 € vincolati per 12 mesi al 3%

Voce Calcolo Importo
Interessi lordi 10.000 × 3% 300,00 €
Ritenuta 26% 300 × 26% −78,00 €
Interessi netti 300 − 78 222,00 €
Imposta di bollo 10.000 × 0,20% −20,00 €
Guadagno netto finale 222 − 20 202,00 €
Rendimento netto effettivo 202 / 10.000 2,02%

Il 3% pubblicizzato, alla fine, è un 2,02%. Nessun trucco: sono le tasse previste dalla legge, ma è questo il numero da confrontare.

Esempio 2: 10.000 € vincolati per 6 mesi al 4%

Qui entra in gioco la durata. Prendiamo 181 giorni, da gennaio a fine giugno.

Se la banca conteggia il semestre come mezzo anno esatto, i numeri diventano 200 € lordi e 148 € netti, gli stessi del confronto di Altroconsumo citato sopra, e dopo il bollo restano circa 138 €. Riportato su base annua, il rendimento netto effettivo è circa il 2,76%.

Esempio 3: 2.000 € su un conto libero all’1,5%

Su un conto libero, però, il capitale cambia. Se nel corso dell’anno versi o prelevi, la banca calcola gli interessi sul saldo di ogni giorno (i cosiddetti numeri creditori). Per una stima rapida usa la giacenza media del periodo come capitale.

Dal tasso lordo al rendimento netto: la tabella

Dal tasso lordo al rendimento netto: la tabella — overview diagram

Poiché sia la ritenuta sia il bollo sono proporzionali, esiste una scorciatoia che vale per qualsiasi capitale e qualsiasi durata riportata su base annua:

rendimento netto effettivo ≈ TAN × 0,74 − 0,20

TAN lordo Dopo la ritenuta (× 0,74) Dopo il bollo (− 0,20) Su 10.000 € in un anno
0,50% 0,37% 0,17% 17 €
1,00% 0,74% 0,54% 54 €
1,50% 1,11% 0,91% 91 €
2,00% 1,48% 1,28% 128 €
2,50% 1,85% 1,65% 165 €
3,00% 2,22% 2,02% 202 €
3,50% 2,59% 2,39% 239 €
4,00% 2,96% 2,76% 276 €

Dalla tabella si leggono due cose utili. Primo: il bollo toglie sempre 0,20 punti, quindi in proporzione pesa molto di più sui tassi bassi. All’1% lordo si porta via più di un quarto del netto; al 4% meno di un decimo. Secondo: c’è una soglia di pareggio. Se 0,20 / 0,74 fa circa 0,27%, sotto quel tasso lordo il bollo supera gli interessi netti e il conto deposito ti costa invece di farti guadagnare.

Interessi accreditati più volte l’anno: cambia qualcosa?

Alcune offerte liquidano gli interessi ogni mese o ogni trimestre, altre solo a scadenza. Se gli interessi accreditati restano sul conto e producono a loro volta interessi, il rendimento effettivo sale leggermente. La formula è quella dell’interesse composto:

rendimento effettivo = (1 + tasso netto / n)^n − 1

dove n è il numero di liquidazioni nell’anno. Con un 3% lordo (2,22% netto dopo la ritenuta) liquidato ogni trimestre: (1 + 0,0222 / 4)^4 − 1 = 2,24%. La differenza è di due centesimi di punto: su 10.000 € fa meno di 2 € l’anno. Nella scelta conta molto di più il tasso di partenza della frequenza di accredito.

Confronto tra rendimento semplice e composto

Attenzione invece al caso opposto: su molti conti vincolati gli interessi vengono girati sul conto corrente collegato, dove di solito non rendono nulla. In quel caso non c’è capitalizzazione e vale la formula semplice.

Gli errori che gonfiano il rendimento

Leggere il tasso come se fosse per il periodo

È l’errore più frequente. “4% a 3 mesi” significa circa l’1% lordo sul capitale in tre mesi, non il 4%. Moltiplica sempre per giorni / 365.

Dimenticare il bollo

Molti simulatori mostrano solo il netto dopo la ritenuta. Ma lo 0,20% sul capitale è dovuto comunque, e su un tasso lordo dell’1,5% riduce il guadagno di quasi un quinto. Capita che alcune offerte promozionali prendano il bollo a carico della banca: in quel caso il foglio informativo lo dice esplicitamente.

Confrontare durate diverse senza annualizzare

Un vincolo a 6 mesi al 4% e uno a 24 mesi al 3% non si confrontano guardando i tassi. Bisogna chiedersi anche a che tasso potrai reinvestire dopo i 6 mesi. Se i tassi di mercato scendono, il vincolo lungo può rendere di più nel complesso. I tassi dei conti deposito seguono in buona parte quelli della Banca centrale europea: per capire come si stanno muovendo puoi partire dalla nostra analisi su tassi BCE e rata del mutuo, che spiega lo stesso meccanismo visto dal lato di chi prende a prestito.

Ignorare lo svincolo anticipato

Se ritiri le somme prima della scadenza, molte offerte riconoscono un tasso ridotto o nessun interesse, mentre il bollo resta dovuto. Prima di vincolare, chiediti se quei soldi ti potrebbero servire: se la risposta è forse, un conto libero o un vincolo più breve sono più adatti.

Non considerare l’inflazione

Il rendimento netto è nominale. Se l’inflazione è al 2% e il tuo conto rende il 2,02% netto, il potere d’acquisto dei tuoi risparmi resta più o meno fermo. Per vedere quanto incide davvero, leggi la nostra guida su quanto pesa l’inflazione in Italia e confronta il dato con il rendimento netto effettivo calcolato sopra.

Come leggere il foglio informativo prima di aprire il conto

Prima di fare i conti, recupera dal foglio informativo queste informazioni:

Con questi sei dati il calcolo diventa preciso al centesimo.

Il nostro punto di vista

Ogni giorno vediamo persone che scelgono un conto deposito guardando un solo numero, il tasso in grande sulla pagina dell’offerta. È comprensibile: è il numero che la pubblicità mette in evidenza. Ma il tasso lordo è solo il punto di partenza, e il confronto onesto si fa sul rendimento netto effettivo annuo, quello che resta dopo ritenuta e bollo.

Per questo nei nostri strumenti mostriamo sempre ogni passaggio, con la formula e la fonte normativa accanto, invece di restituire un risultato secco. Se vedi come si arriva al numero, puoi controllarlo con il foglio informativo della banca e accorgerti subito se qualcosa non torna. È lo stesso principio che applichiamo quando spieghiamo il tasso di interesse legale: i numeri che riguardano i tuoi soldi devono essere verificabili.

Un consiglio pratico: tieni a mente la regola “TAN × 0,74 − 0,20”. Ti basta per scartare in dieci secondi le offerte che sembrano buone solo sulla carta.

— Nkosi

Fai il calcolo in pochi secondi

Se preferisci non fare i conti a mano, su Calcoligratis trovi il calcolatore del rendimento del conto deposito: inserisci capitale, tasso e durata e ottieni interessi lordi, ritenuta, imposta di bollo e guadagno netto, con la spiegazione di ogni passaggio. È gratuito, non chiede registrazione, non salva i tuoi dati e funziona bene anche da smartphone. Nello stesso sito ci sono anche i calcolatori dell’interesse composto e del rendimento nel tempo, utili per capire quanto possono crescere i tuoi risparmi nell’arco di più anni.

Domande frequenti

Quanto rendono 10.000 euro su un conto deposito in un anno?

Dipende dal tasso. Con un TAN lordo del 3% ottieni 300 € lordi, che diventano 222 € dopo la ritenuta del 26% e 202 € dopo l’imposta di bollo di 20 €. Con un 2% lordo il guadagno netto finale è di 128 €, con un 4% è di 276 €.

L’imposta di bollo si paga anche se il conto rende poco?

Sì. Il bollo è lo 0,20% annuo del capitale e non dipende dagli interessi maturati. Per questo, con tassi lordi sotto lo 0,27% circa, il bollo supera gli interessi netti e il conto produce un rendimento negativo, salvo che la banca non lo prenda a proprio carico.

Devo dichiarare gli interessi del conto deposito nel 730?

No. La ritenuta del 26% è applicata dalla banca a titolo d’imposta, cioè in modo definitivo. Gli interessi accreditati sono già tassati e non vanno riportati in dichiarazione dei redditi.

Che differenza c’è tra rendimento lordo e netto?

Il rendimento lordo è quello calcolato con il TAN, prima di qualsiasi tassa. Il netto toglie la ritenuta del 26% sugli interessi; il netto effettivo toglie anche l’imposta di bollo dello 0,20% sul capitale. Per confrontare due offerte usa sempre il netto effettivo su base annua.

Conviene un vincolo breve con tasso alto o uno lungo con tasso più basso?

Non esiste una risposta valida per tutti. Il vincolo breve ti lascia libero prima, ma alla scadenza dovrai reinvestire al tasso di quel momento, che potrebbe essere più basso. Il vincolo lungo ti protegge da un calo dei tassi ma blocca i soldi: valuta prima quando potresti averne bisogno.

Fonti

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